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Malecore

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Nella discesa che da Lecce degrada nella valle della Cupa, tra gli scavi dell’antica Rudiae e Lequile, profonde cave hanno cancellato i resti di una masseria e la terra che la ospitava, che un tempo fu giardino di molte vite: Malecore. Intorno a questi smembramenti, vagando nella valle, il viandante cerca una pedagogia dell’indicibile, un varco per l’originaria alleanza con la terra, un approdo tra le acustiche sovrane del suo mistero: parole e silenzi, voci d’amore e d’istinto, echi di esistenze ed esistenti. Nel cammino, tra luoghi verbi e tempeste, si ritrae nell’infanzia, indugia nella giovinezza, s’intrattiene nel futuro anteriore del passato. Racconta e si racconta. L’erranza lo conduce nei territori perduti dell’oblio, fino all’ante lucem dell’origine.


* * *

«Su questa carta graffiando le pagine con cancellazioni e patimenti, la matita segue il sentiero che attraversa l’oblio, evoca qualche vecchia sorgente, tentando l’affioramento delle sue acque profonde.
Persegue una scrittura a favore della memoria della terra, che non può farsi parola ma fervore d’animo, dono improvviso, alleluia di un’incarnazione.
A questo scopo si consuma, la matita, muovendosi come si muove ogni creatura, in cerca di una luce. Così è sempre la parte mancante che la muove, la parte che mai sarà presente. In attesa di un avvento compone questa costellazione di frantumi».

Varia

Scheda tecnica

Pubblicato il
13.03.2026
Formato
cm. 13x19
Pagine
96
sottotitolo
Un giardino perduto

Riferimenti Specifici

isbn
9791281083844
ean13
9791281083844
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