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Orsi immaginari e altre paranoie
«Potrei scrivere che l’Alaska
è il rifugio contro l’umanità che fa schifo.
Questa sarebbe un’affermazione un po’ spiccia e banale,
ma anche un po’ vera».
L’Alaska evoca paesaggi senza fine, natura incontaminata, animali selvatici (orsi, soprattutto), avventura e adrenalina. È Into the wild e la storia di Christopher McCandless, è Jack London, la corsa all’oro di fine Ottocento, la città di Fairbanks fondata dal modenese Felice Pedroni. Alaska è questo e altro ancora. Affascinato da questi immaginari, Valerio Righini decide di intraprendere un viaggio in solitaria verso la “Terra degli orsi”. Quel che troverà, però, è un’avventura di altro genere.
Orsi immaginari e altre paranoie non è un diario di viaggio, non è una guida turistica e nemmeno un’impresa eroica. Con un tono leggero e scanzonato, il libro, infarcito di divagazioni personali e paure irrazionali, racconta l’esperienza dell’autore nel suo itinerario alaskano. Gli spostamenti in autostop, gli imprevisti, la disorganizzazione, gli incontri casuali andranno a comporre la cronaca di un viaggio in una terra dai tratti aspri, inospitale e bellissima, vissuto senza pretese di epicità, ma con tanta curiosità e autoironia.